Junior Cally incita alla violenza? Ok, Boomer!

di Federico Caldara


Da un paio di anni la lista dei nomi dei partecipanti a Sanremo è stata rivoluzionata a favore di una maggiore apertura verso il mondo giovanile: ecco comparire quindi vincitori di talent, rapper, trapper ed artisti indie, magari meno convenzionali rispetto alle consolidate tradizioni sanremesi.

Sulla scia del successo delle precedenti edizioni, Sanremo 2020 ha continuato su questa strada: tra i nomi dei big figurano anche Elettra Lamborghini, Anastasio, Achille Lauro (per il secondo anno di fila), i Pinguini Tattici Nucleari e il rapper romano Junior Cally.

Però non tutti ne sono entusiasti. Il rapper romano è vittima di forti critiche per due motivi principali: il primo riguarda gli attacchi politici espliciti a Salvini e Renzi nel testo della canzone in gara “No Grazie” (“Spero si capisca che odio il razzista/che pensa al paese ma è meglio il mojito/e pure il liberista di centro sinistra/che perde partite e rifonda il partito”) colpevoli di destabilizzare l’atmosfera edificante del Festival (viva la libertà di espressione!); l’altro attacco incrimina “Strega”, singolo del 2017 del rapper, e in particolare le strofe che descrivono atti violenti commessi su una prostituta (“Questa frate non sa cosa dice/Porca troia, quanto cazzo chiacchera?/L’ho ammazzata e gli ho strappato la borsa”) e, quindi, secondo la discutibile logica degli accusatori, incita alla violenza sulle donne.

Voci dalla politica, ma non solo, hanno chiesto l’esclusione del rapper dalla competizione. Le ricerche degli Sherlock Holmes nostrani non risparmiano, però, neanche i Pinguini Tattici Nucleari e il loro singolo Irene, che da dolce canzone di un amore infelice diventa incitazione all'uso dell’acido contro le donne (“Irene questa sera la faccia te la strapperei via”) e al terrorismo politico (“Le mie mani brigate rosse accarezzano te che sei Aldo Moro”): chiunque conosca il mondo della band bergamasca sorriderà divertito nel vederla accostata a violenze e crimini di alcun tipo.

I commenti ultra-moralisti verso gli artisti delle nuove leve mettono in evidenza la distanza culturale tra le generazioni: i diversi modi di esprimersi, di intendere la musica, il non-sense, l’ironia, il racconto crudo di realtà quotidiane diverso da quello politicamente corretto culturalmente accettato.


Junior Cally non dice a nessuno di violentare nessuna donna. Racconta una realtà di strada dove la moralità non ha spazio. Si tratta di situazioni più diffuse di quello che uno potrebbe essere portato a pensare. I Pinguini Tattici Nucleari raccontano storie personali, adolescenziali e d’amore più convenzionali ma con immagini e metafore rivolte nei contenuti e nella forma alla cultura giovanile.

Loro e tantissimi altri artisti raccontano un mondo legato alle nuove generazioni che da sempre le generazioni più vecchie hanno evitato ed ignorato. Ora che, per forza di cose, sono costretti a venire a contatto con questo mondo alieno di cui non capiscono e non vogliono capire nulla lo giudicano e pontificano dall’alto della loro ignoranza, imponendo una morale e una visione del mondo obsolete. Questa è solo una minima parte della questione: rischiamo di essere all’alba di un nuovo scontro generazionale tra il crescere dell’orgoglio di una generazione che difende il suo mondo che avanza e chi tenta di difendere il suo mondo, l’unico che conosce e capisce, ma che ha esaurito il suo tempo. Che non vuole, però, mollare la sua presa sui posti di potere.

Se le vecchie generazioni maturassero un minimo di apertura e di curiosità verso il quotidiano dei loro figli e nipoti, magari cadrebbero anche i noti stereotipi sulla generazione viziata e fannullona; scoprirebbero che c’è una parte di quella generazione che sta cercando soluzioni innovative e nuove risposte ai problemi della nostra realtà mentre la società continua a voltarsi dall’altra parte; scoprirebbero un mondo che varrebbe la pena di essere ascoltato e compreso per spostare più in alto l’asticella della nostra politica e del nostro futuro.

Oppure si può continuare a pensare che i giovani siano da buttare, stracciando il biglietto per il treno del futuro per sempre.

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